Cercando in internet le varie interpretazioni del dolore cronico, ci si imbatte in definizioni tipo questo: “Il dolore cronico è un tipo di dolore che persiste o recidiva per un periodo maggiore di 3 mesi, persiste dopo la risoluzione di un danno tissutale acuto o si associa a una lesione che non guarisce. Le cause comprendono malattie croniche (p. es., neoplasie, artrite, diabete), lesioni (p. es., ernia del disco, rottura di legamenti), e molti disturbi con dolore primario (p. es., dolore neuropatico, fibromialgia, cefalea cronica). Vengono impiegati vari farmaci e trattamenti psicologici”. E’ questa una definizione che racchiude in sè le molteplici spiegazioni che vengono date al dolore cronico. Ma interessante leggere come la risoluzione al dolore cronico, sia demandata a “…. vari farmaci e trattamenti psicologici”.
E’ il pensiero comune che mette d’accordo un po’ tutta la classe medica e scientifica, che ad oggi non ha ancora trovato la soluzione definitiva per combattere il dolore cronico. Tra le altre cose quando parliamo di questo tipo di disturbo, dobbiamo sempre riferirci a una categoria di patologie che racchiude qualche centinaio di malattie che riguardano non solamente l’apparato muscolo scheletrico ( che sono i principali disturbi che trattiamo a RISOLDOL) ma anche di altre discipline mediche, dalla gastroenterologia, alla pneumologia, alla alla sfera urogenitale, alle malattie epatiche… e potremmo continuare ancora.
MA C’E’ UN PUNTO DI UNIONE CHE ACCUMUNA TUTTE…
… le patologie che abbiamo citato. In tutti questi disturbi, la soluzione ad oggi sta nell’ utilizzo dei farmaci e/o della psicologia/psichiatria. Cioè oggi, chi soffre di dolore cronico, deve necessariamente accontentarsi dei farmaci o rivolgersi allo psicologo/psichiatra. Io tratto dolore cronico da diversi anni (assieme al trattamento del dolore acuto) non ho la verità in tasca, e anche nel confronto con colleghi, o amici medici, ci si rende conto che l’elemento “persona” ( e non paziente!) ed “unicità” vengono spesso dimenticati nella valutazione della malattia. E’ difficile per il paziente di dolore cronico, accettare ciò che gli sta succedendo, è difficile accettare che uno ad uno, tutti i medici, terapisti, psicologi, psichiatri, arrivino alla conclusione che…. “deve accettare di convivere con il Suo dolore”.
L’ approccio che stiamo utilizzando a RISOLDOL è invece rivolto all’ UNICITA’ della PERSONA. Non possiamo nel dolore cronico standardizzare la terapia come nel trattamento del’ influenza ( volendo potremmo fare molti distinguo anche in questo caso), ma ogni paziente, ha la sua storia, le sue peculiarità nel disturbo di cui soffre, e quindi anche la sua PERSONALE TERAPIA da effettuare.
TERAPISTA E PAZIENTE DEVONO PARTIRE DA UN PUNTO COMUNE
Questo punto noi lo troviamo assieme al paziente, con un percorso improntato all’ insegnamento della respirazione, del rilassamento, insegnando il modo per concentrarsi, educandolo ad una giusta alimentazione, aiutandolo nel recupero del movimento. E’ il paziente artefice del proprio successo percorrendo la propria strada per il raggiungimento del miglioramento della sua sintomatologia.
E questo percorso, si differenzia da paziente a paziente, e questo è il compito del terapista, che deve necessariamente creare un rapporto di fiducia, confidenza, di empatia, con il paziente, che a sua volta, deve lasciarsi condurre, lasciarsi prendere per mano, lasciarsi accompagnare per imparare come gestire il proprio dolore anche una volta arrivati alla propria casa.
Non è facile, non è semplice. Chi ci conosce sa molto bene che questi due termini non rientrano nella pratica di RISOLDOL. Viene molto bene spiegato anche nel nostro libro LIBERATI DAL DOLORE FISICO, ( In vendita su Amazon ed altre piattaforme), nella parte dedicata alla capacità insita in ognuno di noi, di produrre un processo di “autoguarigione” in cui ogni paziente ha la capacità di gestire il proprio dolore.
MINDFULNESS, UNA VALIDA RISPOSTA
Attraverso la tecnica della meditazione consapevole, portiamo il paziente ad imparare ed eseguire la tecnica della mindfulness come strumento quotidiano della gestione della propria salute. Un procedimento fatto di allenamento, di amore verso se stessi, di costanza, di perseveranza che porta a risultati eccezionali. Ma il tutto comincia dal paziente. Nel credere che ce la può fare, che tutto può diventare quindi, semplice e facile, ma per raggiungere l’ obbiettivo deve fare uno sforzo ed impegnarsi. Solamente così, i farmaci diventeranno un aiuto, o, forse (sempre in concerto con il proprio medico di fiducia) potranno diventare semplicemente un rimedio “pronto soccorso” occasionale utile in situazioni particolarmente gravose.
Se vuoi saperne di più ti invitiamo a leggere il libro LIBERATI DAL DOLORE FISICO, in cui trattiamo la minfulness come strumento terapeutico, oppure visitare il nostro sito nella sezione dedicata, ( https://www.risoldol.it/mindfulness-per-trattare-dolore-bergamo/ ) oppure ancora andare in rete e visionare altri siti in cui si parla ampliamente della mindfulness ( https://www.my-personaltrainer.it/benessere/mindfulness.html )
Mt. Stefano Loscialpo




