Il dolore cronico è la grande sfida di RISOLDOL
“Inizialmente, la scelta era stata di chiamare il nostro centro “Centro Italiano Fibromialgia”, poi con il passare del tempo ci siamo accorti che la fibromialgia è solamente una delle tantissime patologie legate al dolore cronico e ci siamo accorti che oltre ai fibromialgici, da noi sono arrivate le persone affette da artrosi, polimialgia, cefalea, artrite reumatoide, osteoporosi, nevralgia, herpes, ed allora abbiamo rivisto il tutto, cercando di dare un impronta più ampia al nostro lavoro, laddove, abbiamo ottenuto dei risultati. Certo è una grande sfida, ma a noi piace l’idea di creare qualche cosa di “nuovo” per dare una nuova speranza a chi oggi la speranza l’ha persa”.Così parla Stefano Loscialpo, massoidroterapista, da 35 anni fibromialgico, che ha sempre rifiutato la cura farmacologica massiva, anche se ogni tanto deve ricorrere a poche gocce di un medicinale od ad un antinfiammatorio. Ma la sfida non è relegata solamente ai fibromialgici, con cui c’è un “legame particolarmente affettivo” ma a tutta la categoria del dolore cronico, o per lo meno a parte di essa.
Ma cosa è il dolore cronico? e chi ne è colpito? quali sono i sintomi? si può guarire?
Sono tutte domande che trovano risposte andando sulle molteplici pagine in internet, pagine che spesso contengono anche false realtà o bufale gigantesche, ma cercando nei siti giusti si hanno anche delle risposte molto competenti ed appropriate.Chi è affetto da dolore cronico, spesso si sente un incompreso, un emarginato dalla società e dalla medicina, un dimenticato dalle istituzioni che spesso non passano le cure necessarie per alleviare il dolore. Tutte ragioni, queste, che hanno la propria ragione perchè la vita del malato da dolore cronico, non è facile, tutt’ altro. Giornalmente deve fare i conti con dei dolori, spesso migranti, lancinanti o pulsanti, che lo attanagliano e non lo lasciano mai. Alcuni li chiamano “malati immaginari” ma solamente chi non l’ ha mai provato, non sa cosa significhi essere un malato da dolore cronico.
Poi però accade che lo stesso malato, spesso sfinito, entri veramente nel vortice della depressione ed allora la “pappa” è fatta!!! Allora si comincia il calvario con lo psicologo e lo psichiatra, con cure aggiuntive a quelle già esistenti, spesso con psicofarmaci che rendono la persona a volte automa. E uscirne poi diventa sempre più difficile, ma è anche vero che se si rende necessario il farmaco, questo non deve mancare.
“Il malato da dolore cronico deve però cercare di sorreggersi, di non cedere allo scoraggiamento ed allo sconforto – dice Loscialpo- e per quello il protagonista è il malato stesso. Spesso leggo nelle pagine dei social dei lunghi e tormentati piagnistei di “compagni di viaggio” , i quali si offendono se si cerca di far capire che occorre fronteggiare la malattia. E dall’ altro versante persone che vivono i loro dolori quotidiani, con difficoltosa serenità, che permette loro di passare le proprie giornate con dignità. Mi rendo conto – continua Stefano – che molti mi attaccheranno leggendo queste parole, ma io, come migliaia di persone affette da dolore cronico, siamo la testimonianza che tutto ciò è fattibile.”
Ecco quindi la scelta di ridare nome al centro, un nome che racchiuda il senso del lavoro che da anni si sta facendo, accogliendo la sfida di farlo per un settore ( quello del dolore cronico) che tutti i sanitari masticano mal volentieri, consci che le strade da percorrere non sono molte e spesso relegate ai farmaci.
RISOLDOL oltre ad essere il centro di terapia è anche il metodo messo a punto proprio da noi. Dopo dieci anni in cui si è trattato oltre al dolore acuto, appunto quello cronico, si sono uniti i tasselli che hanno costruito questo protocollo per andare a migliorare lo stato di salute del malato cronico. Purtroppo non tutte le patologie vengono trattate ( e sono veramente tante) ma passo dopo passo si stanno studiando altri casi. E per alcuni, ahimè, ancora non abbiamo trovato la giusta soluzione, ma non ci arrendiamo.
”In tanti anni, sono giunto alla conclusione che SINERGIA è la parola chiave. Tutti noi terapisti proponiamo un metodo, ma generalmente questo resta limitato a se stesso. Chi consiglia la terapia con apparecchiatura elettromedicale, chi la ginnastica, chi solamente un cambio alimentare, chi lo yoga o la meditazione. Io, con il metodo creato, ho cercato di racchiudere in un protocollo le varie esperienze fatte, le ho testate su di me in primis, e le ho proposte a chi soffre di dolore cronico (molti fibromialgici, ma non solo). Il risultato è stato quello di un miglioramento più veloce, e che si è protratto nel tempo. Quindi cosa proponiamo nel metodo RISOLDOL? L’ unione di più terapie, adeguatamente impostate singolarmente, una piano alimentare, proposto dal biologo nutrizionista, preparato nel trattamento alimentare del malato da dolore cronico, una ginnastica dolce e una cura idropinica con l’assunzione giornaliera di acqua idrogeno alcalina, che permette al paziente di avere miglioramenti che durano nel tempo, permettendogli di riacquistare la propria vita. Alcuni pazienti,con il controllo del proprio medico hanno anche diminuito i farmaci, con risultati apprezzabili. C’è anche chi ha fatto il “fai da te” con risultati catastrofici. Quindi ogni cambiamento deve sempre essere effettuato sotto controllo medico.. A quanti chiedono se noi togliamo i farmaci, la risposta è ovviamente no, il paziente continua con la cura farmacologica e con il miglioramento in corso valuta con il proprio medico cosa è meglio fare.”
Or.Ma.




